Prendete un peluche vecchio, un bambolotto che non vi serve e dategli/le un nome.
Portatelo a scuola e presentatelo come un trofeo. Spiegate ai bambini che trascorrerà l'anno scolastico insieme a loro e che a turno potranno portarlo a casa nel week-end.
Si può estrarre a sorte il nome o lo si può dare a chi sarà davvero bravo o semplicemente seguendo l'ordine alfabetico.
A questo punto rifilate il compito tanto desiderato...
Chi porta l'orsetto a casa dovrà scrivere, nei panni del peluche, il racconto di ciò che ha fatto nel fine settimana e documentarlo con foto, scontrini, biglietti, ecc.
Ai miei alunni ho fornito uno schema per riordinare le idee e le parole ed un esempio dicendo che il primo fine settimana il peluche lo aveva trascorso a casa mia.
Alla fine dell'anno le loro pagine si trasformeranno per magia in un libro intitolato: Le avventure di....(Nome del peluche) e dei bambini della ....(classe...) ed ogni alunno avrà fatto a turno (cercando di meritarselo a più non posso) un compito in più.
La bellezza di questo compito consiste nella soddisfazione della maestra che vede i bambini sgomitare per averlo, chiedono fin dal lunedì di poterlo avere al venerdì, e quando finalmente lo ottengono lavorano dando il meglio di sè.
Il compito di premio li rende protagonisti e dunque si impegnano moltissimo mettendo in moto tutta la famiglia affinchè in quel weekend si visitino città, musei, luoghi di divertimento, si preparino cibi esotici e si organizzino feste. Anche andare al catechismo diventa un "evento" speciale da narrare.
Non solo ....lunedì entrando in classe tutti i compagni non vedranno l'ora di sapere che cosa ha fatto l'orsacchiotto a casa di questo o quel bambino e, per la prima volta (forse) con silenzio ed attenzione ascolteranno il racconto del loro amico.
Si sentiranno orgogliosi realizzare di un progetto così importante come il loro libro di avventure.

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